Stamattina mi sono svegliata pensando: “Oggi aggiorno il blog ò_ò”.
Infatti, eccomi qua a scrivere.
Volevo scrivere di come martedì mattina, dopo due ore di treno, sono stata male giusto mezz’ora prima dell’inizio della lezione. Il termine clinico credo sia calo di pressione; in pratica mi sono sentita prima poco bene, poi via via più debole, fino ad accasciarmi (in stile attrice di film anni ‘20 che sviene) su una sedia. No, mi piacerebbe essermi accasciata con grazia; in realtà ho camminato fino alla suddetta sedia, dove mi sono lasciata cadere senza tanti complimenti – e senza svenire, ho resistito stoicamente! è_é
Solo che il mio equilibrio era peggio di quel (poco) che ho normalmente, per non dire inesistente, e per arrivare al lavandino poco distante per bagnarmi i polsi ho dovuto appoggiarmi a pareti e porte come una moribonda. Ad un certo punto dovevo anche andare in bagno… come ce l’ho fatta non lo so, ma sono fiera di me *_* In più, non vedevo bene: avevo la vista sfocata e tutti i colori erano molto più scuri del normale. Era come se avessi applicato Regolazioni > Soglia di Photoshop, e poi ridotto il layer ad un 50% di opacità . (L’ho seriamente pensato, mentre ero seduta a guardarmi intorno come sotto l’effetto di qualche droga. Sì, beh, ehm, stavo male u_u)
Credo di aver avuto anche un imbarazzante momento di ipocondria.
Ero seduta su una panchina, con altri tizi che non conoscevo propriamente, e cominciavo a sentirmi poco bene. Arriva una tizia (che qui sarà ricordata come Alimentatrice di Paranoie) che si mette a parlare con i suoi amici, a un metro da me.
ADP: … sono stata male, niente febbre ma peggio…
ELWE, tra sè: Sto benissimo. Ho mal di pancia, strano perchè ho fatto un’abbondante colazione e di solito tiro fino all’una, ma magari ho già fame. Sto benissimo. Sto…
ADP: … perchè c’è questo virus che gira per i treni…
ELWE, tra sè: Ho una strana sensazione all’altezza della bocca dello stomaco…
ADP: … se lo prendi, vomiti tutto quello che mangi…
Stavo per alzare una mano e sbrodolare un non-dire-oltre-per-favore-sto-già -male-non-far-venire-alla-luce-l’ipocondriaca-ben-nascosta-che-è-in-me ma non ne ho avuto le forze, perchè mi sentivo di gelatina.
ELWE, rivolta a P: Non ricordo più, c’è un bagno da queste parti? Non mi sento molto bene…
Volevo scrivere di come, quando sono stata male, la P, questa ragazza che avevo trovato in treno alla mattina (era solo la seconda volta che ci incrociavamo e finivamo a parlare) è rimasta con me e mi ha portato un the zuccheratissimo, oltre a regalarmi la sua barretta Melinda ai frutti (con solo 65 calorie! …così diceva la confezione, ma non saprei, sono poche?), e come la barretta sapesse di buono, di mele e di pesche.
Volevo scrivere di come mia cugina G (anni tredici) sia a Roma e mi mandi i bollettini via sms su ciò che succede, tra cui cose che trovo molto ilari, come “siamo andati a montecitorio e due deputati si stavano per dare” e “tra i nostri compagni ci sono alcuni emo!” (XD ?); e nel sapere che alcuni suoi compagni fumano in autobus e si fanno (non voglio pensare male ò_ò) mi preoccuperei su come tornerà a casa, se non sapessi che tipo tutto pepe è :D
E volevo anche scrivere di come una sua compagna di classe le ha detto che io sarei fidanzata (non si sa da dove vengano queste illazioni!) e di come mia cugina, tutta sollecita, si sia precipitata a chiedermi se è vero – mi sopravvaluta, non mi sono trovata un moroso in vent’anni, pretende che me lo trovi nelle 24 ore passate da quando è via? XD
[edit] La cosa mi sta sfuggendo di mano: il tizio con cui io sarei fidanzata sarebbe quello che ci ha provato con me alla sagra, solo che… nessuno ha fatto niente del genere! ò_ò Qui o io ricordo male o mi scambiano per mia sorella – molto plausibile: sono smemorata, ma non così tanto, dai! D: [/edit]
Volevo scrivere di come ho perso la mia adorata matita a mine e di come, mettendo a soqquadro la casa per trovare un surrogato, abbia finito col trovare una penna sfuggita dal cast di Transformers che diventa matita, penna e una strana cosa che non scrive – le disquisizioni sulla sua natura sono ancora aperte.
Poi mi è arrivato un messaggio da un mio compagno di classe che, secco, conciso, mi informava della morte della nostra professoressa di matematica e fisica delle superiori, che è stata nostra insegnante per gli ultimi quattro anni.
E devo rassegnarmi al fatto che questo è l’ennesimo post polpettone é_è
La cosa buffa, se posso usare questo aggettivo in un contesto come questo, è che proprio oggi pomeriggio ero al telefono con la Rì e mi aveva detto che la prof stava di nuovo male, al punto che i medici non le davano lunghe speranze di vita. Non abbiamo voluto pensarci troppo, dopo un momento di silenzio ci siamo affrettate a passare ad altri argomenti. E poi, verso sera, quel messaggio.
L’anno scorso, quando eravamo andate a ritirare i diplomi, la prof di scienze – che era una grande amica di quella di matematica, oltre che il cuscino umano preferito del di lei gatto – ci aveva detto che la chemioterapia stava andando bene e che lei era in forze, energica e chiacchierona come sempre, e che accoglieva con entusiasmo qualunque dei suoi ex-studenti che volessero farle visita. Era ammalata di tumore, ma per noi rimaneva la donna che arrivava in classe con il fiato un po’ corto per il tragitto fatto in bici, foderata nel suo scialle, con abiti etnici e la crocchia di capelli biondissimi, e le collane dal gusto orientale. Le piaceva parlare di ogni argomento possibile, perchè aveva una forte opinione su tutto, l’opinione intelligente della persona matura che nella sua vita ne ha davvero viste di tutti i colori. E lo dico non per retorica, ma perchè l’esperienza grondava, dai suoi discorsi. Era quella donna anziana ma ancora vitale, piena di interessi, che era capace di raccontarti un giorno del matrimonio indiano a cui aveva partecipato, e il giorno dopo di un argomento diametralmente opposto. A volte la guardavo e pensavo, alla sua età vorrei essere come lei e aver vissuto tutto questo. Era brava ad insegnare, ma le piaceva parlare, ed era diventato quasi un gioco tra i tre maschi della classe vedere se riuscivano a portare le poche chiacchiere di benvenuto su un territorio dove lei potesse partire in quarta con i suoi ricordi, le sue opinioni, le sue battute, per farci perdere quei dieci minuti di lezione; salvo poi vederla squadrarci per qualche secondo, il mezzo sorriso di chi si rende conto della situazione, ed alzarsi spostando lo scialle, avvicinandosi alla lavagna. “Basta, abbiamo chiacchierato abbastanza, và . Lo so che siete dei furbetti.”
Mi piacerebbe poter andare a prendere i quaderni che ho giù in cantina, tirarli fuori e dare un’occhiata a cosa ci diceva. Ho sempre avuto (l’imbarazzante?) abitudine di trascrivere citazioni, e di certo non mi risparmiavo quand’ero a lezione. Sono sicura che tra equazioni e studi di funzione scoverei parecchie cose che mi farebbero sorridere. Anche cose che mi farebbero sorridere poco, perchè c’è stato un periodo in cui – al momento non ricordo i dettagli, magari perchè eravamo particolarmente incapaci di capire quella parte di programma? – ci insultava allegramente. Però poi tornano i ricordi della gita in Grecia del quarto anno, dove lei ha sostituito all’ultimo la prof di greco che non poteva venire per problemi familiari, e di come prima della partenza ci aveva insegnato parole greche random; o di come a fine anno io dovessi essere sempre interrogata per riparare al voto tirato in matematica. Le sue materie mi piacevano moltissimo, ma non riuscivo a mettermi a studiarle, se non quand’ero con l’acqua alla gola. (Detta più terra terra, sono sceeema.)
È in momenti come questo che guardo indietro con nostalgia alle superiori. Mi sento come a gennaio, con la morte del professore di greco, ed è tutto così strano. Queste persone che diventano quasi dei pilastri, nella memoria, che all’improvviso non puoi più dare così per scontato. Puoi tornare alla vecchia scuola, ma non li troverai più lì; e non è un modo un po’ crudo per farti realizzare che davvero le cose cambiano, più il tempo passa?
Mi rendo conto che vorrei conservare il passato intatto e intoccabile. E che mi aggrappo ai ricordi, per preservare almeno quelli.
Sometimes I feel that life is passing me by, not slowly either, but with ropes of steam and spark-spattered wheels and a hoarse roar of power or terror. It’s passing, yet I’m the one who’s doing all the moving.
(— Martin Amis)
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sad Yann Tiersen; Comptine d'une autre été |
The pig moves on its own? What if it's possessed -
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[martedì]
Non ho mai avuto problemi ad ammettere che sono una persona che si lascia corrompere dal cibo, anzi, credo che tutti quelli che hanno avuto modo di stare con me per più di dieci minuti si siano accorti del mio tallone d’Achille. Però scrivermi “prendi il treno delle 7:48? porto le caramelle quelle morbide” mi sembra troppo XD (Poi prenderò quel treno perchè è l’unico disponibile per arrivare a lezione in orario, ma di certo non per le caramelle. Le caramelle semmai sono l’incentivo a girare tre carrozze per trovare la persona in questione, che di sicuro mi dirà “sali alla terza porta” intendendo (ovviamente!) la terzultima o qualcosa del genere. Oh, comunicazione! Quanti stravolgimenti si compiono in tuo nome! ;_;)
[/martedì]
Poi, mi rendo conto di amare ogni giorno di più le due lettrici. La U. sembra uscita da un anime, e sono seria XD Non bastavano i fumetti disegnati sulla lavagna, ci rallegra anche con le sue imitazioni (sono convinta che lei abbia fatto un corso per doppiatori di anime e poi abbia deciso che il suo amore per l’italia prevaleva su ogni altra cosa, buttando la sua brillante carriera da voice actor alle ortiche – ma noi le vogliamo bene anche così! ♥). La scoperta che la sua famiglia a tavola si comporta esattamente come la mia mi fa sperare che ci sia la possibilità di farmi adottare, in nome di qualche legge sullo scambio tra gruppi simili o cose del genere *_* Sono anche disposta a fare centocinquantamila volta avanti e indietro tra tavola e cucina una volta là , tanto in casa mia succede sempre >_>;
La S. è pucci. Ma proprio tanto. E poi, anche se parla solo in giapponese, fa millemila gesti e facce, e ripete le cose minimo tre volte per farti capire cosa sta dicendo.
Adoro anche la mia prof di lingua italiana, visto che sto seguendo il corso dell’anno scorso perchè alla fine non ho dato l’esame (e l’anno scorso non seguivo le lezioni per riuscire a prendere il treno ad un orario decente). In realtà mi spiaceva un sacco perdermi le sue ore, ne avevo fatte due o tre ed erano interessantissime… e quest’anno non si è smentita. Poi è stata così gentile da scriverci sul sito dell’università gli argomenti che ha fatto durante l’ultima lezione, visto che tanti (me compresa) non sono andati perchè c’era l’ennesimo sciopero dei mezzi di trasporto. Checcarina! ç_ç
In tutto questo, finalmente sono riuscita a ricordarmi di andare a registrare il voto di geografia culturale di febbraio (e ho girato per mezzo edificio alla cieca per trovare l’ufficio del prof, per poi scoprire che era davvero piccolo e stipatissimo, tanto da ricordarmi camera mia – con libroni e archivi tre volte più grossi, però) e wiktionary mi informa che esiste una danza kwassa kwassa, e solo per il nome varrebbe la pena di impararla XD
(roleplay)
ELWE: Fai tu il direttore?
MARU-SAN: No, voglio fare lo studente e_e
ELWE: Ok, faccio io la direttrice. Ho anche gli occhiali che danno un’aria professionale…
MARU-SAN: Sì, fai la faccia da cattiva, però.
MARU-SAN: Ah, devi dirmi se posso usare o no l’ascensore.
ELWE: *Devi usare l’ascensore. (*in giapponese)
MARU-SAN: Ah, devo usarlo?! XD
ELWE: Uhm. *voleva dire “puoi”* Beh… sì, non ci sono le scale, guarda la piantina! Devi usare l’ascensore per forza è_é
MARU-SAN: *Posso portare la mia ragazza in camera?
ELWE: *NO.
MARU-SAN: Proprio un ‘no’ secco? ;_;
ELWE: Eh, sono la direttrice inflessibile.
(roleplay, a ruoli invertiti)
ELWE: *Posso usare l’ascensore?
MARU-SAN: *No. Devi usare il teletrasporto!
ELWE: *Wah. Per favore, mi insegni il teletrasporto!
MARU-SAN: In realtà il tuo compagno di stanza è Vegeta.
ELWE: E per il supporto tecnico possiamo sempre chiamare Goku.
MARU-SAN: Ma che hai oggi? XD
ELWE: … non ci fare caso, sono un po’ fusa ç_ç
E ieri sera ho visto WALL·E: 98 minuti di risate e “aww ;_;“, [spoiler]con tanto di magone alla fine, quando sembrava che Walle non ricordasse più nulla di Eve ._.[/spoiler]. È meraviglioso, ma d’altronde non poteva non piacermi visto la fantascienza di fondo e la puccioseria intriseca di ogni pixel dello schermo. Un po’ inquietante vedere tutta quella tecnologia alienante… Gli gli esseri umani erano buffissimi (e tondi XD): la vostra corporatura scheletrica potrebbe essersi ridotta, ohibò XD La sigla finale, che segue l’evoluzione della storia dell’arte, era made of awesome *O*
Il personaggio migliore, però, resta M-O *_*
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pleased Wall-e OST; Put On Your Sunday Clothes |
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Sono un po’ impressionata – in senso buono, se si può intenderla così XD
Oggi pomeriggio, con la mia fedele ciotola in lacca giapponese (usata impropriamente per mangiare due palline di gelato al caffè ♥), mi sono seduta sul divano e ho provato a dare un’occhiata ai canali random che riceviamo sul satellitare. Non abbiamo sky, quindi come al solito vado ad arenarmi nella sezione asiatica, pronta a sorbirmi una mezz’oretta del solito canale coreano che propone programmi assurdi – più che altro è l’unico che non sia in cinese e che non abbia la schermata nera. Oh, ci sono anche i sottotitoli in inglese, a volte è_é Ce n’è un’altro, tale NHK, che è in giapponese ma solo con audio.
Capitombolo sul canale giapponese, per vedere se riesco a capire qualcosa, e stranamente c’è anche la parte video! *_* Tutta contenta mi sono sorbita un quarto d’ora di notizie economiche di cui non ho capito una benemerita mazza (con impagabili satire in stile super-deformed di politici XD), e un altro telegiornale flash che credo fosse sulla politica interna. E poi… Satou-san! Le previsioni del tempo! (ovvero: l’unica cosa che avrei potuto capire, perchè l’ho già studiata.) Il nostro giappo-giornalista dà la linea a questo fantomatico Satou-san e io mi incollo allo schermo.
E qui ho avuto il mio piccolo shock culturale XD Per mostrare le previsioni del tempo, usano uno schermo (touchscreen!) e hanno una colonnina con tutti le tipologie di tempo: bassa pressione, alta, sole, nuvole… con una bacchettina dalla punta rotonda e morbida (che sembrava la coda di un coniglietto), cliccano i pulsantini sulla colonnina e trascinano, mettiamo, l’ombrello con le gocce di pioggia (animato, anche! ç_ç) sul punto giusto della mappa!
I giapponesi riescono a lasciarmi senza parole pure quando fanno le previsioni del tempo. Era tutto così interattivo! O_O
Subito dopo è iniziato un programma su un cane che si è perso a New York. Lo scopo era imparare meglio l’inglese, credo, ma proprio quando i concorrenti stavano facendo le loro entusiastiche dichiarazioni (per le seguaci di Heroes: immaginatevi Hiro in versione femminile, con gonna e codini XD) ho perso di nuovo il video T_T
Tutto questo mi ha fatto ricordare il sogno che ho fatto la scorsa settimana: c’erano Hilary Duff in versione Lizzie McGuire e suo fratello (o almeno, il fratello nel telefilm) che ridevano contenti, seduti ad un tavolino all’esterno di una gelateria. Ad un certo punto, però, dalla gelateria esce un commesso con una divisa tipica del reparto elettrodomestici (nella mia testa ne ero convinta, ma era una innocua divisa gialla e blu… euronics?) e si mette a rimproverarli per qualcosa che non ricordo. Quando il commesso lievemente isterico fa per tornarsene dentro il negozio, appare quello che si annuncia come il padre di Lizzie&fratello (che noi non vediamo in faccia, perchè è vestito con una tuta integrale da orsetto di peluche) e malmena il povero commesso con una mossa fulminea dei piedi (…ehm, credo che questo sia una rielaborazione del trailer di zohan) e spacca la vetrina. La mossa kungfuica, però, gli fa cadere la testa da orsetto e l’uomo si rivela essere… Clark Kent (questo spiega perchè, dopo, mi sono svegliata sbattendo le palpebre diverse volte).
LIZZIE&FRATELLO: …
CLARK KENT: Vostro padre per voi fa questo ed altro!
LIZZIE&FRATELLO: Ma tu non sei nostro padre ò_ò;;
A quel punto, Clark Kent, nonostante l’imbarazzante tenuta da orsetto, li fissa e mostra loro il pugno chiuso, con il dorso del pollice verso i due. Tutta la scena è occupata dal primo piano della sua faccia soddisfatta e dal suo pollice, e lentamente tutto diventa sui toni del rosso, poi viola, blu, e infine verde… praticamente li sta ipnotizzando (questo nel sogno lo so), finchè, tutto soddisfatto, regala all’obiettivo un sorriso a trentaquattro denti e recuperando la sua testa da orsetto vola via. A hero in disguise. Seh.
Comunque è stato uno dei sogni migliori che abbia mai fatto XD L’unica cosa che mi ha perplessa è: se devo sognare un personaggio di Smallville, perchè Clark? Perchè non Lex? ;_;
Che altro? Ah, mi sono tagliata i capelli. Il termine più corretto sarebbe che li ho dimezzati: prima di giovedì mi arrivavano a metà schiena, mentre ora sono a metà collo è_é Li amo, sono comodissimi! *_* Ci metto la metà del tempo per lavarli, idem per asciugarli, e per la piega… beh, non è che mi sforzi tanto quindi sono sempre strani, ma *coff* non è che sia esattamente una novità . Ho lasciato le ciocche davanti alla stessa lunghezza del resto del taglio, così non mi finiscono i capelli negli occhi quando scrivo :D
Non ho foto, perchè me ne sono completamente dimenticata, ma vi posso dire che sono un po’ sfilati. Sono anche andata dal parrucchiere dopo essermi documentata – una volta tanto! – quindi, per aiutarvi a visualizzare il taglio… incrociate questo taglio con questo, allungate un pochetto, immaginate il tutto castano chiaro… ecco, sì ._.”
PARRUCCHIERE: Te li faccio un po’ più lunghi di quel taglio, ok? Un po’ perchè secondo me leggermente più lunghi ti stanno meglio…
ELWE: Ottimo, volevo un consiglio!
PARRUCCHIERE: … un po’ perchè mi spiace tagliarteli ç_ç
PARRUCCHIERE: *fa una mossa ad effetto con le forbici, tagliando una ciocca*
PARRUCCHIERE: :D
ELWE: *intuisce che il parrucchiere sta aspettando qualche reazione* Ehm, sono senza occhiali. Non vedo niente.
PARRUCCHIERE: … oh, meglio così.
Last but not least, la Aennepì mi ha taggata, quindi:
Regole: vai su Google e cerca la frase (non dimenticare le virgolette all’inizio e alla fine!). Non barare, e scrivi il tuo vero nome. Usa la prima cosa che trovi abbia un senso e scrivila.
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amused Star Wars' no, I AM your father. nanananaaa~ :D |
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Ciò che mi frega, sul treno, è che leggo, faccio sudoku, mi guardo attorno finchè non mancano quei fatidici trenta minuti alla mia fermata. E lì cominciano a chiudermisi gli occhi… più cerco di restare sveglia, più non mi accorgo di quando mi si chiudono le palpebre. È una lotta impari ò_ò
Tra una cosa e l’altra, siamo già ad ottobre! E tra meno di un mese c’è il Lucca comics! Dove sono finiti i miei risparmi? (anche se la vera domanda dovrebbe essere: ci sono mai stati?)
Finalmente (non perchè fosse brutto, anzi ♥ ma perchè volevo che arrivasse la resa dei conti *_*) è finito Death Note. Probabilmente ero una delle poche persone sulla faccia della terra a non essersi spoilerata il finale in rete. Persino mia sorella, che lo legge a spizzichi e bocconi, si è fatta dire come andava a finire >_>; Continuo con la mia politica antispoiler – finchè ci riesco. Poi succede, come oggi, che qualcuno mi avvisa di non andare sul suo blog perchè c’è un mezzo spoiler gratuito e non resisto; non ho capito nulla lo stesso, ma ora ho mille ipotesi in testa su Nana, una più triste dell’altra.
La fine di DN mi è piaciuta. Ho sentito di tutto, quando ancora ero nell’ignoranza più completa: tra le opinioni più frequenti, che la serie dopo la morte di L scade. Sono l’unica a cui è continuata a piacere? Nonostante io amassi il personaggio di L (oh, andiamo, si può non amare un tizio così eccentrico e tremendamente intelligente? l’ho trovato, alla lontana, paragonabile a Poirot, che è il mio detective letterario preferito; non lanciatemi pomodori, per favore! XD), l’entrata in scena di Near e Mello ha portato la sfida su un altro livello ma ha continuato a prendermi. E il fattore vendetta, per quando trito e ritrito, ha sempre una sua carica emotiva è_é Mi aspettavo che Light fosse la parte sconfitta, in fondo; ero curiosa di vedere come, perchè non sono riuscita a non avevo voglia di mettermi seriamente a pensare ad una tattica sofisticata! XD Ma quanto mi ha inquietato l’analisi di Matsuda alla fine °_°
05/10/2008 12.14.47 elwe: e mi è dispiaciuto per mikami, così devoto da fare cazzate ç_ç (mi piacciono i personaggi un po’ psicolabili, è ufficiale).
05/10/2008 12.15.38 Mat: io l’avrei ucciso per autocombustione, cavolo!
Ora sono in lutto perchè la mia scrittrice di fanfic preferite passa a scrivere libri originali e lascia il fandom potteriano, e ha appena pubblicato l’ultimo capitolo della sua ultimissima fanfic. Lasciatemi essere un pochino sentimentale, và T_T
Quando non mi ricordo questa cosa, passo il tempo a canticchiare le riscoperte canzoni degli Abba, visto che venerdì ho visto Mamma Mia! e mi ha messo d’umore canterino. Avevo già sentito quasi tutte le canzoni ma non avevo idea che fossero di quel gruppo! Ah, l’ho già detto, che è un film spettacolare?
Nel frattempo, ho trovato un meme fotografico, ed è bastato per scatenare in me il sacro fuoco etcetc. Quanto mi piace perdere tempo a fare cose del genere *_*;;
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1. The age you will be on your next birthday
(©)
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worried Regina Spektor; The Call |
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